Il mio Beelink ME mini

Se siete finiti su questa pagina, probabilmente soffrite della mia stessa patologia: la *"scimmia del self-hosting"*. Quella vocina nella testa che, ogni volta che usate un servizio in cloud di qualcun altro, vi sussurra: "Perché dare i tuoi dati a una multinazionale quando potresti ospitare tutto in un aggeggio grande quanto un pacchetto di biscotti e che consuma meno di una lampadina?".

Ecco, io quella voce l’ho ascoltata fin troppo bene. E il risultato è seduto in casa mia, a ronzare sommessamente (molto sommessamente, grazie al mio accrocchio di raffreddamento). Parlo del *Beelink ME Mini N150*, un mini PC che sulla carta sembra "carino", ma che nella mia tana è diventato il coordinatore ufficiale di buona parte della mia vita digitale.


La scelta non è stata casuale. Potevo prendere un server rack usato che fa lo stesso rumore di un Boeing 747 in fase di decollo? Certamente. Ma volevo qualcosa che non facesse lievitare la mia bolletta elettrica al punto da dover vendere un rene per pagare le bollette.

L’Intel N150 è il cuore pulsante di questa macchina. È un processore che definirei "onesto ed estremamente educato": non rumoreggia, non scalda come un forno a legna e consuma veramente poco. È basato su un’architettura efficiente che lo rende perfetto per gestire tutto ciò che - per me - è utile e fondamentale.

Non aspettatevi di farci girare un modello di intelligenza artificiale che riscrive la Divina Commedia in tre secondi, ma per quello che serve a me — ovvero far girare Proxmox e una manciata di container — è semplicemente la pace dei sensi.

Beelink ME Mini NAS Mini PC

Intel N150, 12G LPDDR5, 64G EMMC, 2TB M.2 PCIe 3.0 SSD, WiFi6, Dual 2.5G LAN, 6*M.2 NVMe Slots, Mini Desktop Soft Router/Network Attached Storage

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Anatomia di un mini PC (specifiche hardware)

Qui le cose si fanno serie. Quando ho preso il Beelink, sapevo che la RAM da 12GB LPDDR5 (ora è disponibile, su Amazon, anche la versione con 16GB di RAM) sarebbe stata il mio limite invalicabile (essendo saldata, maledetta la moda dei componenti inamovibili). Ma per lo storage... beh, lì ho deciso di esagerare. Perché se c’è una cosa che impari dopo anni di IT, è che lo spazio non basta mai, esattamente come la pazienza...

Modello: Beelink ME Mini N150
CPU: Intel N150 (architettura efficiente e a basso consumo)
RAM: 12GB LPDDR5 4800Mhz (veloce ed efficiente, ideale per LXC e VM leggere)
Storage:
Samsung SSD 980 – 500GB → il disco di sistema. Qui risiede Proxmox e le impostazioni generali. È il direttore d’orchestra, veloce e affidabile.
WD Blue SN580 – 1TB →il disco "operaio". Qui girano i container (CT) e le macchine virtuali (VM) principali. Technitium, Cloudflared, il mio amato Ghost (sì, quello che state leggendo ora), Home Assistant OS e Cloudreve.
Lexar SSD ARES PRO – 2TB → Storage principale di Cloudreve.
WD_BLACK SN850X 4TB → il re dello storage. Questo è il magazzino centrale, dove finiscono tutti i backup.
Lexar SSD ARES PRO – 2TB #2 → A breve arriverà per affiancare il fratello gemello ed essere il RAID 1 dello stesso.
WD_BLACK SN850X 4TB #2 → il re dello storage. Questo è il magazzino centrale, dove finiscono tutti i backup.
Rete: 2 x 2.5GbE (Intel i226V – connettività veloce e affidabile) + WiFi 6
Altro: Bluetooth 5.2
Porte USB:
USB 3.2 (connettività estesa per ogni esigenza)
USB 2.0 (Always ON)
USB Type C (10Gbps)
Funzionalità speciali:
Wake-on-LAN (WoL) per accensione remota
Presa Smart per gestione consumi
UPS dedicato
Sistema operativo: Proxmox
Accessori: ventole USB (due, una sopra e una sotto) per ridurre il calore

In totale, ho più spazio in questo mini PC che neuroni disponibili il lunedì mattina. Ed è bellissimo.

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La galleria del vento a 5V: come ho sconfitto il calore (e la fisica)

Parliamo dell'elefante nella stanza: il calore. I mini PC, per quanto efficienti, soffrono di una sindrome da claustrofobia termica. Quando iniziano a lavorare sodo, le temperature salgono e la ventolina interna fatica per raffreddare il tutto.

Dato che io sono un tipo che non accetta compromessi, ho deciso di implementare un sistema di raffreddamento esterno che farebbe inorridire un designer industriale ma che farebbe piacere a ogni nerd degno di questo nome. Ho installato due ventole USB da 8cm, una sopra e una sotto il Beelink.

Il concetto è di una semplicità disarmante: una spinge aria fresca all'interno, l'altra tira fuori l'aria calda. È una configurazione "push-pull" alimentata tramite la porta USB del PC (quella always on*, quindi non smettono mai di girare). Risultato? Il processore N150 sta così fresco che probabilmente crede di essere in vacanza. In idle siamo tra l'1% e il 7% di carico CPU e le temperature rimangono così basse che la ventola interna del Beelink lavora al minimo dello sforzo. Questa è quella che io chiamo vittoria tecnologica.

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L’hub dei miracoli: connettività oltre ogni limite

Il Beelink ha 3 porte USB-A (e una USB-C), ma quando inizi a collegare adattatori per la domotica, lo spazio finisce prima di subito. Quindi, ho aggiunto un hub USB alimentato esternamente. Perché alimentato? Perché altrimenti potrebbero esserci problemi con l’antenna Bluetooth esterna e lo stick ZigBee.

In questo hub troviamo due pezzi fondamentali:

  • Aeotec Zigbee USB Stick: il ponte di comando per tutte le mie lampadine, sensori di movimento e prese smart. Supporta Matter e Zigbee, ed è il motivo per cui la mia casa non è un ammasso di plastica inerte.
  • TP-Link UB500 Plus: un adattatore Bluetooth USB che serve a dare una marcia in più a Home Assistant. Serve per rilevare quei dispositivi che il Bluetooth integrato del Beelink fatica a vedere (magari perché schermato dal case o per il fatto che l’antenna non arriva così lontano).

Avere un hub dedicato significa che se devo staccare qualcosa o se c'è un problema di alimentazione, il server principale non ne risente. È quella compartimentazione dei problemi che permette di dormire sonni tranquilli.

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Proxmox: il vero cervello dell’operazione

Sopra tutto, regna sovrano Proxmox VE. Per chi non lo sapesse, Proxmox è un hypervisor di tipo 1 (ovvero, gira direttamente sull'hardware, senza un sistema operativo "pesante" sotto) che permette di creare e gestire macchine virtuali (VM) e container (LXC).

La bellezza di questo setup è l'efficienza degli LXC (Linux Containers). Invece di emulare un intero computer per ogni servizio, i container condividono il kernel del sistema operativo, rendendoli incredibilmente leggeri. Con tutti i servizi attivi, sto usando solo circa 4GB di RAM sui 12GB disponibili. Ho così tanto margine di crescita che potrei farci girare un’intera redazione giornalistica virtuale senza che il Beelink emetta un gemito.

I servizi che rendono la mia vita migliore

Cosa gira davvero in questa scatolina? Ecco la lista dei residenti attuali:

Servizio Descrizione
Ghost + MySQL 8 [LXC] Quello che state leggendo. Il mio blog personale, gestito interamente in casa. Niente abbonamenti esterni, niente dati regalati a terzi.
Cloudreve [VM] Il mio cloud privato. Foto, documenti, backup. Tutto risiede sul disco da 2TB.
Cloudflared [LXC] Crea un tunnel sicuro verso l'esterno per permettermi di accedere ai miei servizi senza dover aprire porte sul router continuamente.
Technitium
(spento, per ora, a beneficio del router ASUS GT-BE19000)
[LXC] Il vigile urbano della mia rete. Gestisce il DHCP, il DNS e blocca la pubblicità a livello di rete tramite NextDNS (configurato come forwarder DNS-over-TLS). Niente più banner fastidiosi su nessun dispositivo della casa.
OpenVPN AS
(spento, a beneficio di WireGuard, sul router ASUS GT-BE19000)
[LXC] Per quando sono in giro e ho bisogno di sentirmi "a casa" digitalmente, accedendo a tutta la LAN in sicurezza.
iVentoy [LXC] Una chicca per chi vuole fare il boot via rete di qualsiasi ISO abbia sul server. Niente più chiavette USB che si perdono nei cassetti.

Backup e Uptime: la regola d'oro

Un sistema senza backup non è un sistema, è una scommessa con il destino. Tutti i container e le VM del Beelink vengono salvati automaticamente su un NAS di rete (un altro piccolo pezzo del mio laboratorio). Se il Beelink dovesse esplodere domani (🤘), mi basterebbe un’ora per ripristinare tutto su una nuova macchina (GMKtec Mini PC NAS G9 Intel N150).

In termini di stabilità, siamo a livelli ottimi. L'uptime è solido, il calore è sotto controllo e le doppie porte da 2.5 GbE garantiscono che la rete non sia mai il collo di bottiglia, specialmente con una FTTH da 2.5 Gbps che spinge da dietro (e grazie anche allo switch 2.5 Gbps).


Considerazioni finali: ne vale la pena?

Qualcuno potrebbe dire: "Ma non facevi prima a pagare 10 euro al mese e farti ospitare tutto da un provider?". Forse. Ma il punto non è solo il risparmio (che comunque c'è, a lungo termine). Il punto è il controllo.

Sapere esattamente dove sono i miei dati, come vengono gestiti e poter spegnere tutto con un tasto fisico è una sensazione di libertà che nessun abbonamento cloud potrà mai dare. E poi, volete mettere la soddisfazione di vedere quel grafico della CPU che balla tra l'1% e il 5% mentre fuori il mondo digitale impazzisce?

Il Beelink ME Mini N150, con il suo "sistema di raffreddamento a ventole USB" e il suo hub con i dongle USB necessari per HA, non è solo un computer. È il mio pezzetto di internet, autogestito.

N.B.: 2TB di storage su Cloudreve + VPN di backup + HAOS stabile… vale più di 10€.