È il 18 Luglio 2024. Fuori ci sono temperature che sconsigliano la vita a qualsiasi forma basata sul carbonio, l'asfalto si scioglie e la gente normale sogna spiagge e mojito. Io? Io sono chiuso nel mio bunker climatizzato, illuminato dalla luce fredda e rassicurante di quello che è, senza ombra di dubbio, il monitor più costoso, ingombrante, esagerato e "WOW" che abbia mai avuto l'onore (e l'onere, per il mio collo) di possedere.
Oggi vi parlo del Philips 49B2U6900CH. Un nome che sembra il codice fiscale di un droide di Star Wars o una password generata male da un password manager ubriaco. Ma dietro questa sigla impronunciabile si nasconde un monitor curvo da 49 pollici che promette di trasformare la vostra scrivania nel ponte di comando della USS Enterprise.
Arrivo da un passato travagliato fatto di configurazioni multi-monitor che sembravano opere d'arte moderna venute male: prima un 34 pollici ultrawide affiancato da un povero 22 pollici messo in verticale; poi due monitor da 24 pollici classici con quelle odiose cornici nere nel mezzo che spezzano le finestre e l'anima... Ma sentivo che mancava qualcosa. Mancava la continuità. Mancava l'immersione totale. Ebbene, l'ho trovata. E pesa parecchio.
Philips 49B2U6900CH - Monitor curvo DQHD 49 pollici
Webcam integrata, microfono, RJ45, 5120x1440, HDMI, DisplayPort, USB-C, hub USB
Le dimensioni contano: 32:9 e l'Addio alle Cornici
Partiamo dai numeri, perché nel nostro mondo i numeri contano, eccome se contano. Siamo di fronte a una risoluzione DQHD (5120 x 1440) con un aspect ratio di 32:9. Cosa significa in italiano corrente? Significa che avete preso due monitor da 27 pollici QHD (2560 x 1440), li avete fusi insieme con la magia nera, eliminando la plastica in mezzo e creando un'unica, gigantesca, ininterrotta striscia di pixel.
L'impatto visivo è devastante. La prima volta che lo accendete, vi sentite piccoli. Dovete fisicamente girare la testa per guardare l'orologio nell'angolo in basso a destra. È un'esperienza fisica, quasi atletica.
La produttività, però, è schizzata alle stelle. Immaginate la scena tipica di chi lavora nell'IT o nella Cybersecurity (giusto per ipotizzare un profilo a me conosciuto):
- A sinistra, confinato nel suo angolo di vergogna, c'è Microsoft Teams (o Slack, Whatsapp, Telegram o qualsiasi cosa utilizziate per comunicare costantemente con i colleghi). Deve stare lì, sempre visibile, per rispondere ai colleghi che chiedono "se hai un minuto" (che non è mai un minuto).
- Al centro, il cuore pulsante: la posta, il browser con le dashboard di monitoraggio, il terminale per le CLI, l'editor di codice o quello che utilizzate maggiormente.
- A destra, la documentazione tecnica, la posta elettronica o, perché no, un video di YouTube in sottofondo (per scopi puramente educativi, ovviamente, tipo tutorial su come configurare router che non funzionano...).
Tutto aperto contemporaneamente. Senza dover ridimensionare nulla. Senza dover fare Alt+Tab compulsivo fino a farsi venire il tunnel carpale. È una goduria visiva e organizzativa che crea dipendenza. Tornare a un 16:9, dopo questo, è come guardare il mondo dal buco della serratura.

L'Hub integrato: La fine del caos dei cavi
Una delle cose che amo di più di questo Philips, e che spesso viene sottovalutata nelle schede tecniche, è che non è solo un monitor. È una docking station travestita da schermo.
Il mio setup precedente era un groviglio di cavi: alimentatore del portatile, cavo HDMI, cavo USB per l'hub, cavo Ethernet... un piatto di spaghetti alla carbonara fatto di rame e plastica. Con il Philips 49B2U6900CH, la mia scrivania ha raggiunto lo Zen.
Collego un singolo cavo USB-C (incluso nella confezione, e di buona qualità) al mio laptop e succede la magia:
- Power Delivery: Il portatile si ricarica (fino a 100W, quindi regge anche macchine potenti).
- Video: Il segnale video 5120x1440 passa al monitor.
- Periferiche: La tastiera meccanica, il mouse e la webcam (integrata) si collegano istantaneamente.
- Rete: La connessione internet via cavo (RJ45) passa al PC tramite il monitor.
Sì, avete letto bene. Ha una porta Ethernet integrata nel retro ed è da ben 2.5 Gbps. Per chi, come me, odia affidarsi al Wi-Fi durante le call importanti o durante il trasferimento di file pesanti verso il NAS, questa è una manna dal cielo. La connessione è stabile, cablata, veloce. E tutto passa da quel singolo cavetto USB-C. Il mio "io interiore" ringrazia commosso ogni volta che mi siedo.


Webcam e Audio: Luci, Ombre e qualche Bugia
Sulla parte superiore del monitor, troneggia una Webcam a scomparsa. Dobbiamo parlarne, perché è un mix di genialità e mediocrità.
La parte video è buona, ma non eccelle. È una webcam intelligente, non motorizzata, ma con un sensore ampio e crop digitale che ha una funzione di auto-framing. In pratica, se vi muovete sulla sedia o vi alzate, lei vi segue e vi zooma per tenervi al centro dell'inquadratura. Molto comodo, vi fa sembrare un regista professionista durante le riunioni e vi evita di dover aggiustare l'angolazione ogni volta che vi spostate. Inoltre, è compatibile con Windows Hello: mi siedo, guardo il monitor, i sensori mi riconoscono e il PC si sblocca. Futuro!
Ma... c'è un "ma". Anzi, due grossi "ma".
1. Il Microfono: Il microfono integrato è, per essere gentili, mediocre. Va bene per dire "Mi sentite?" in una call rapida di due minuti, ma se dovete parlare per ore, i vostri interlocutori inizieranno a odiarvi segretamente. Il suono è scatolato, metallico, lontano. Non è degno di un monitor business di questa fascia di prezzo.
2. Le Casse (e l'errore di Amazon): Qui Philips ci ha provato, ma ha fallito, e Amazon ci ha messo del suo con una descrizione errata. Sulla scheda tecnica (e su Amazon al momento dell'acquisto) si legge spesso di "4 casse potenti". Falso. Il monitor ha 2 casse da 5W. Punto. Il suono è piatto, privo di bassi, senza profondità. Va benissimo per sentire il "ding" delle notifiche di Windows o per una voce sgraziata in una call, ma non pensateci nemmeno di ascoltarci musica o guardare un film con soddisfazione. È un'esperienza audio da radiolina anni '90.
Gaming? Lasciate ogni speranza, o voi che entrate 👋
So cosa state pensando. Conosco i miei polli. "Roberto, ma con uno schermo così, giocare a Call of Duty o a Cyberpunk deve essere la fine del mondo!"
Dipende. Se giocate su PC, avete una scheda video potente (perché spingere 7 milioni di pixel non è uno scherzo) e il gioco supporta il 32:9... allora sì, è un'esperienza mistica. L'immersione è totale, la visione periferica vi dà un vantaggio reale.
Ma se pensate di attaccarci la vostra PlayStation 5 o la Xbox Series X... preparatevi alla delusione. Ho collegato le mie console (PS4 e Xbox X) per testare e il risultato è stato tragico. Le console (almeno ad oggi, Luglio 2024) non supportano risoluzioni ultrawide o super-ultrawide. Avete quindi due opzioni, entrambe orribili:
- Vedere l'immagine stirata e deformata come in uno specchio del luna park. Ingiocabile.
- Impostare il monitor (dai tasti fisici) su un aspect ratio 16:9. Risultato? Avrete l'immagine di gioco al centro e due enormi bande nere ai lati. Di fatto, state usando un monitor da 27 pollici, avendo però pagato per un 49 pollici.
Inoltre, il refresh rate si ferma a 75Hz. Per il lavoro e la fluidità del mouse su Windows è burro fuso, perfetto. Per il gaming competitivo dove si cercano i 144Hz o i 240Hz, è un limite. Questo è un monitor da lavoro, da produttività, da ufficio. Non è un monitor da gaming, e non prova nemmeno a esserlo.

Ergonomia e "Bus Factor"
Un plauso va fatto alla base (lo stand). Per reggere un pannello del genere serve una base solida, e questa lo è. È pesante, stabile e permette di regolare il monitor in altezza, inclinazione e rotazione con una fluidità sorprendente. Potete alzarlo abbastanza da farci stare sotto un laptop aperto (se proprio volete farvi del male e lavorare come se aveste tre schermi).
C'è anche un gancio per le cuffie estraibile sul lato sinistro. Una "chicca" da nerd che apprezzo: niente più cuffie buttate sulla scrivania a prendere polvere.

Conclusioni: Produttività al potere (e portafoglio leggero)
Dopo qualche settimana di utilizzo intenso, posso dirlo con certezza: tornare indietro sarebbe impossibile. Il Philips 49B2U6900CH non è perfetto. L'audio è dimenticabile, il microfono è appena sufficiente e il prezzo è... importante (siamo sopra i 1000 euro abbondanti).
Ma per chi lavora al computer 8, 10, 12 ore al giorno, questo non è una spesa. È un investimento sulla propria salute mentale e sulla propria efficienza. La combinazione di spazio infinito, webcam intelligente (per la parte video) e hub USB-C che pulisce la scrivania vale ogni singolo euro.
Volete mettere la soddisfazione di avere un foglio Excel di 50 colonne tutto visibile senza dover scorrere orizzontalmente? Se il vostro lavoro richiede multitasking spinto, smettete di comprare doppi monitor, smettete di riempirvi di cavi e fatevi un regalo.
I vostri occhi ringrazieranno. La vostra produttività ringrazierà. Il vostro conto in banca piangerà un po', ma ehi... si vive una volta sola, e la si vive meglio in 32:9.
Alla prossima!