Eccoci qui. Settembre. Il mese in cui le foglie iniziano a cadere, le giornate si accorciano e il mio portafoglio entra in una profonda depressione post-traumatica. Sì, perché puntuale come una cartella esattoriale, è arrivato il nuovo iPhone.
Quest'anno ho optato per l'iPhone 16 Pro (versione "piccola", da 6.3 pollici) nel colore Titanio Nero. Arrivo da un anno travagliato: ho tradito la mela morsicata con il Pixel 8 Pro e con il Samsung S24 Ultra, poi sono tornato all'ovile con un iPhone 15 Pro Max che però... non mi ha mai convinto del tutto.
Quindi, bando alle ciance: com'è questo 16 Pro? Vale la pena accendere un mutuo? Spoiler: Dipende.
Il grande assente: L'Elefante (Intelligente) nella stanza
Prima di parlare di hardware, togliamoci il dente. Tutto il marketing di Apple quest'anno ha urlato una sola cosa: Apple Intelligence. L'AI integrata, Siri che diventa intelligente (finalmente), la scrittura assistita... Bene. In Italia (e in Europa) non c'è nulla di tutto questo.
Accendete il telefono e... è un iPhone. Punto. Niente magie generative, niente riassunti delle mail, niente Siri potenziata. Siamo di fronte a un paradosso tecnologico: abbiamo il chip più potente del mondo su smartphone (l'A18 Pro) che gira i pollici aspettando un software che la UE e Apple non ci hanno ancora dato.

Design e "Titanio Nero": black is back?
Ho scelto la colorazione Black Titanium. Non è un nero notte, ma un nero tenue. Le cornici sono state ridotte (ora il display è da 6.3 pollici), ma onestamente? Se non mettete un 15 Pro e un 16 Pro vicini col microscopio, non ve ne accorgerete mai.
Il nero, poi, è "il colore". Banale, noioso, scontato, ma... è come iPhone: la scelta sicura, affidabile.

Quello che si nota, invece, è il peso e l'ergonomia. Rispetto al "padellone" del 15 Pro Max (e del 16 Pro Max), questo formato è la salvezza per le mie mani e le mie tasche. Insomma, è un bene per la trasportabilità.
Il nuovo tasto "Camera Control": Un'occasione mancata?
C'è un nuovo tasto fisico sul lato destro. Si chiama Camera Control. È un tasto capacitivo e cliccabile che dovrebbe rivoluzionare il modo in cui scattiamo foto. Dovrebbe.

Nella pratica, dopo qualche giorno di utilizzo, la mia sentenza è: meh. La posizione è scomoda. È troppo rientrato rispetto alla scocca e posizionato in un punto che ti costringe a impugnature innaturali. Spesso, per cercare di usarlo, finisco per muovere il telefono e rovinare l'inquadratura. Al momento, è più una "tech demo" che una vera utilità. Spero di smentirmi tra qualche mese, ma ne dubito.
Il confronto con gli "Ex": Pixel e Samsung
Come accennavo, ho passato mesi a flirtare con Android. Il Google Pixel 8 Pro? Foto meravigliose (rispetto ad un hardware non "assoluto"), software "smart" vero, ma una ricezione ballerina e una batteria che mi lasciava a piedi alle 18:00. Il Samsung S24 Ultra? Un hardware mostruoso, schermo incredibile, ma... troppo spigoloso. Tenerlo in mano è come impugnare un mattone rettangolare; comodo quanto dormire su un letto di chiodi.
L'iPhone 16 Pro vince per noiosa affidabilità. L'ecosistema Apple non tradisce mai. Il FaceID è istantaneo (a differenza dei sensori sotto al display di altri), le app sono ottimizzate meglio (triste verità), e la parte video è ancora inarrivabile per chiunque altro. È difficile trasmettere la sensazione, se non si utilizza un iPhone: estrai il telefono dalla tasca, dalla borsa o dal marsupio (anni '80/'90) e scatti o registri. Punto. Ad oggi, nonostante tante prove, con altrettanti smartphone, non ho incontrato questo risultato.
Fotocamera: Finalmente il 5X per tutti
La vera novità hardware (per chi non aveva il Max l'anno scorso) è l'arrivo dello zoom ottico 5X anche sul modello piccolo. Qui vado controcorrente: io amo, ho amato e amerò sempre il 3X. Lo trovavo perfetto per i ritratti e per la vita quotidiana in interni.

Il 5X è fantastico per lo stadio o i paesaggi, ma in casa (al chiuso, insomma) è spesso "troppo lungo", costringendo il telefono a usare lo zoom digitale sul sensore principale. Tuttavia, la qualità è indiscutibile. Apple ha affinato l'elaborazione: meno "effetto acquerello", più dettaglio naturale.

Conclusioni: La noia della perfezione
Quindi, a chi consiglio questo iPhone 16 Pro?
- Avete un iPhone 15 Pro / 15 Pro Max? NON COMPRATELO. Le differenze sono microscopiche. Il tasto fotocamera non vale la spesa e l'AI non c'è. Tenetevi i soldi e andate in vacanza.
- Avete un iPhone 13 Pro o inferiore? Allora sì. Qui il salto si sente: 120Hz (ProMotion), USB-C, fotocamere da 48MP, Dynamic Island. È un altro mondo.
- Volete il massimo dell'autonomia? Purtroppo, dovete ancora andare sul 16 Pro Max. Il 16 Pro migliora rispetto al 15 Pro, ma non fa miracoli. Arriva a sera (se non esagerate), ma non al giorno dopo.
In definitiva, iPhone 16 Pro è il solito, affidabile, noiosissimo iPhone. Manca l'effetto "WOW". Non c'è nulla che ti faccia cadere la mascella. Ma quando devi girare un video importante, mandare una mail urgente o pagare al volo... lui c'è. E funziona. Sempre.
Forse, la vera "Apple Intelligence" è stata la nostra, nel capire che la perfezione, alla lunga, diventa un po' banale.
Alla prossima!